OPPORTUNITÀ DEL COLLASSO

Riflessioni in condivisione

USUFRUIRE DI QUESTO TEMPO PER ATTRAVERSARESI [percorrere passando da una parte all’altra: un confine. #1°

Covid- 19- anche in questo caso il tempo passa! Siamo alla quinta settimana da quando il governo ha posto misure preventive che chiedono alla popolazione di restare a casa in una quarantena all’inizio volontaria, poi obbligata ma doverosa e giustificata. Mi soffermerò su quello che mi compete: sul benessere alla persona.

La quarantena non è facile da accettare: la sospensione di una libertà di agire, la distanza con i propri cari, l’incertezza del presente e del futuro, la rabbia suscitata dall’impotenza, le diverse condizioni e trascorsi sia psichici che materiali creano approcci e modalità di affrontare l’emergenza per tutti diversamente. Presenti e comprensibili sono i momenti di sconforto, emozioni complesse da trasformare in sentimenti di amorevolezza propria e altruistica per ricavarne potenziale positivo e motore creativo per coltivare passioni e , perchè no, scoprire nuove possibilità. Siamo chiamati, senza più nessuna remora, alla scoperta autentica di noi stessi e del nostro potenziale al fine di ottenere benefici che non si limitino al presente ma che possano diventare delle buone abitudini, con occhi da osservatori e agire da buon pensatori.

Prendiamoci Cura

etimologia

cura s. f. [lat. cūra]. – 1.a. Interessamento solerte e premuroso per un oggetto, che impegna sia il nostro animo sia la nostra attività. b. Riguardo, attenzione: conservare, custodire con c.; aversi c., avere riguardi per sé stesso, e soprattutto per la propria salute. c. Impegno, zelo, diligenza. 2. a. Il complesso dei mezzi terapeutici che hanno il fine di guarire una malattia. b. Uso continuato di un rimedio 3. letter. Pensiero molesto, affanno, preoccupazione (conforme al sign. latino del termine)…

Trovo molto interessante la dualità del significato, come due lati della stessa medaglia. Da un lato abbiamo l’interessamento ad un oggetto che ci impegna, a cui rivolgiamo le nostre premure e, nel senso letterario, rischia di diventare un ossessione, smarrendo lo scopo della nostra attenzione. Esagerare e divenire maniacali può essere un rischio e può allontanarci completamente dal nostro obiettivo. Cerchiamo di rimanere coerenti e proviamo a non essere sopraffatti dalle sensazioni e percezione.

Se rifletto sul quotidiano, se rivolgo uno sguardo alla vita di tutti i giorni l’attività fisica prende un ruolo importante che mi fa sentire, sicuramente, molto più felice , in quanto rilascia endorfine, stimola la serotonina e mi “sazia”. Mi rifugio nell’attività fisica come valvola di sfogo, come mezzo per cancellare la lista delle cose da fare marcate su di una lavagna che non so organizzare.

“Non ho mai fatto così tanto sport, uscirò da qui con un culetto di marmo e doppio mento!” cit. facebook

Bhè, in queste giornate come su montagne russe, mi sono affannata e persa nella tormenta che rende tutto sordo e aumenta la cecità rispetto al mio orizzonte. Forse è stata un estremizzazione o forse no! non mi importa ma oggi osservo quanto stia trascurando una parte che amo e che credo fondamentale: la respirazione, la percezione di dove e come sento il mio corpo rispetto lo spazio interno – esterno che mi circonda.

La mia ricetta? Armonico

La dimensione vitale della danza, del movimento naturale e genuino permette di rilasciare tutte le emozioni e sentirsi liberati. Alle volte si passa attraverso la gioia, la frustrazione, ci si sente amareggiati, incazzati, qualunque sia il sentimento il movimento spontaneo si mostra come una lente di ingrandimento in cui la percezione è presenza e verità di quel momento preciso ha diritto di esprimersi e generare. Non abbiamo bisogno di un palcoscenico o di un teatro, abbiamo un contenitore che può diventare vastissimo e capace di trasportar in luoghi assai remoti e variopinti. E’ il nostro corpo, la pelle con cui ci proteggiamo e creiamo confini.

Posizioniamoci in un luogo adatto per accogliere la nostra custodia. Osserviamo lo spazio intorno a noi, da cosa è composto, se caldo- freddo, il pavimento? In base alle possibilità della giornata come ci collochiamo nell’ambiente? La scelta solita per me è restare eretta, con le ginocchia flesse verso le dita al pavimento, la testa che ricerca il sole come un fiore che si deve nutrire, i piedi si allargano e piano piano penetrano nella terra come se si facessero radici, così da scaricare il peso a terra. Un’altra possibilità è sdraiarsi al pavimento, più adatta per chi inizia a praticare, permette un maggiore contatto e sguardo interno. Cmq sia mettiti come sei più comodo e pensi sia il tuo modo di concentrarti e attiva le antenne propriocettive.

…tutto ciò che, ora, attiveremo è un canto interno come campanule che si risvegliano dopo l’inverno, il primo sbadiglio della giornata, il crepitio del fuoco che quieta il battito, il pensiero che ci fa rallentare. In questa dimensione identifica le diverse materie di cui siamo composti, i colori che ci appartengono, i moti vibrazionali e tutto ciò che caratterizza quel calmo momento. Consapevoli che è mutevole, permuta nel tempo e nello spazio, difficilmente saremo copia stampata. Lasciamo che le onde, i respiri, si infrangono sulle rocce, che nel nostro caso sono gli organi, lo spazio vuoto, le fibre muscolari, la pelle, le fasce…. lo sò sto correndo troppo!!!

E’ un lavoro complesso, meditativo, immaginativo che ci permette di creare quella mappatura di flussi attivatori che lasciano attraversare il respiro all’interno del corpo portandolo alla vitalità e diffondendo all’esterno. Concentrazione ed espansione sono le direzioni di ogni fenomeno che si muovono in un moto rotatorio. Ogni funzione si esprime in fisicalizzazione e spiritualizzazione centrifuga e centripeta in una dimensione di spazio e di tempO

1° ATTO – Celebrare e nutrire la casa, luogo predisposto per attraversarci e ascoltare.

come posso star meglio

Essere curiosi è un buon inizio! Accogliamo ciò che prima avremmo giudicato, magari scopriamo che è un buon esercizio anche per la nuova normalità. Mi impegno su ciò che sento adatto e facilitante per il mio agire quotidiano, ahimè pur riconoscendo l’impegno che tutto ciò richiede e lo sforzo in certi momenti.

Abituarsi ad apprezzare la semplicità, l’essenziale potrebbe migliorare la qualità della vita nella sua globalità: sia alimentarmente, fisicamente rinforzarmi e resistere, dedicare il giusto (fisiologico) tempo al sonno, una vita di relazione positiva con la famiglia, amici, colleghi vicini o distanti.

Una vita ricca di esperienze cognitive, motorie, sociali, affettive, somatiche favorisce i fenomeni di plasticità cerebrale e protegge dalle malattie neurodegenerative. In momenti come questi è bene mantenere il giusto allenamento, uno spirito che sa alleggerirsi mantiene in equilibrio il corpo quanto la mente.

DANZARE in CODA

Ultimo Lunedì di Marzo 2020 …

Mi trovo al supermercato, anzi, mi trovo in coda. L’orario non è quello dei migliori come avevo sperato.. 17 ingressi prima del mio, siamo in attesa al coperto nel, ormai, ex parcheggio.

Parlare con le persone è impossibile, a stento un signore anziano ricambia il mio sorriso ma mi emoziono come se avessi trovato nel suo sguardo una boa sicura dove rispecchiarmi un secondino.

Tutti sono soli, gli sguardi rivolti al cellulare o a sbuffare sotto la mascherina…

COSA FARE??

📍 Allora prendo la decisione: metto le cuffie nelle orecchie e faccio play! rimango esternamente immobile, dall’esterno non viè parvenza di movimento, inizio una vera e calorosa “SMALL DANCE”, una danza interna che richiama all’attenzione qualsiasi micromovimento che proviene dal corpo e da tutto ciò che lo compone: scheletro, organi, muscoli, fibre, legamenti, spazi tra le parti, pelle etc .

Ascolto il mio respiro, cerco di concentrarmi sulla calma e sul peso del mio corpo. La mia immagine è una grotta che si affaccia su di un mare, piano piano sempre più vitale. Sembra di percorre paesi, popoli e coste!

Osservo: l’inspirazione / l’espirazione, lo scheletro, la pelle, gli occhi- lo sguardo dove si posa, lo sterno, la relazione tra l’interno e l’esterno; tra le archittetture dei corpi altrui, tra le geometrie degli edifici e tutto ciò che istintivamente mi permette di immaginare una relazione….

SENSAZIONI

E’ stata un bellissimo momento per me, di ascolto e presenza.

La coda sembrava galoppare negli spostamenti ed insieme formare geometrie e ritmi diversi. Lo scambio di sguardi si trasforma, è più curioso e disponibile, una vera magia!!

Credo che solo due persone, dietro di me, si siano accorte della mia danza, forse è meglio forse no forse non me lo domando, ma ero pronta a far parte di una grande danza collettiva, che comunque, anche senza la nostra consapevolezza, avviene, ogni volta che ci muoviamo in uno spazio e in un tempo determinati o meno da noi!!

📯🌺 ho CONDIVISO questa ESPERIENZA E VI INVITO a provare, l’ho trovata particolarmente interessante!

Melodia Cinetica…

Umano: conforme, adeguato; comprensivo, buono; secondo l’esigenze della persona

Umanità:sentimento di fratellanza e solidarietà; improntato sull’altruismo disinteressato; cerca di migliorare materialmente e moramente la vita degli altri uomini.

Il periodo storico in cui siamo chiede di dedicare attenzione al proprio stile di vita, di tornare in contatto con la nostra intima percezione dei valori. Valutare il ritmo della società e trovare un luogo, in noi, in cui tutto si quieta e rallenta, portando a galla il sentimento delle buone intenzioni e del miglior modo per raggiungere l’equilibrio e la pace con noi stessi . E’ al centro l’interrogazione individuale e collettiva. Il senso comune porta a domandarci come migliorare; a mio parere, spesso strumentalizziamo la filosofia e gli stili di vita orientale adeguando lo sguardo intimo al fine della nostra realizzazione materiale.

Vogliamo salvare la nostra anima affidandoci a rituali che non ci appartengono e non riusciamo effettivamente a viverli come andrebbero vissuti, li pratichiamo come se fossero atti di magia piuttosto strumenti che accompagnano all’analisi personale e alla presa di coscienza per il miglioramento sociale e civile.

Apriamo gli occhi, cerchiamo attraverso le varie tecniche sperimentate di connetterci con l’esterno e ricercare l’armonia interna come mezzo per proiettarla al di fuori di noi. Pratichiamo attivamente l’ascolto, il silenzio, il movimento, l’elaborazione e la creatività per poter essere reattivi alle varietà possibili di situazioni da affrontare.

CONSAPEVOLEZZA

Il movimento con tutte le sue meticolose inclusioni emotive, cognitive e relazionali è uno strumento di benessere per la persona e di riflesso per la comunità. E’ lo strumento umano che ci fa percepire il trascorre evolutivo, nel presente, in un concatenarsi di scie che si adattano in e formano intersezione e poi ripartono.

Quando sono disponibile a rilasciare vizi, abitudini sarò disponibile all’ascolto e alla possibilità di entrare in relazione con l’altro. Se cerco di intraprendere il viaggio della trasformazione sono disponibile verso le diverse metologie e pratiche che mi vengono proposte e ricordando che ” posso offrirmi al mondo senza troppo mal contento”.

Certo tutto questo richiede una pratica continua, rigore dedizione e menoria del percorso; adottare I momenti di crisi come tasselli per progredire verso l’umanizzazione.

ARMONIA

Ognuno cerca la propria via, i più fortunati possono dedicarsi completamente alla ricerca che individuano fondamentale per la propria esigenza e per me, Eleonora Aschero, è la connessione e integrazione tra movimento corporeo, creativà, libertà di espressione, tecnica, percezione sensoriale legato ad un crescere personale civile e sociale. PROGETTO CULTURA MOVIMENTO, attraverso labPop A.s.d & P.s., è l’ambiente ideato per la sua realizzazione.

stimola la fantasia motoria, la voglia di benessere personale per affrontare l’esperienze della vita con una certa forza, reattività e consapevolezza..

Incontrare e desistere attraverso sensi, mente , anima, intelletto

Percorso individuale e/o gruppale non solo per costituire degli schemi di condotta motoria più funzionali possibili, attraverso l’apprendimento cosciente, migliorando la performance quotidiana, agonistica e artistica ma anche come espressione del gesto puro, naturalmente percepito e adoperato come strumento per riconoscerci. Siamo sempre, in ascolto con ciò che avviene dentro e fuori di noi, in continua evoluzione con un pizzico di personalizzazione creativa e senso d’accoglienza.

Vogliamo evolvere, migliorare, dare nuova forma ed avere uno spettro ampio di possibilità a cui affidarci senza il il grande rischio di essere preda inconsapevole di tensioni, mal funzionamenti dovuti ad una non conversazione psico- fisica.

Accresciamo le nostre capacità sensoriali e apriamo l’ascolto di ciò che è in noi. Sottile presente siamo disponibili ad ascoltarci, permettendo di risuonare al nostro interno e godere anche epidermico dello spazio cellulare che diviene reale.

Lasciare che la bellezza, la gratitudine, l’accoglienza e la condivisione possano entrare nel nostro quotidiano: i linguaggi e le forme sono tantissime. Dobbiamo accogliere e progredire verso il rispetto della diversità, con la prospettiva critica e oggettiva per permettere all’individuo di esistere, uno stato da raggiungere per essere costantemente presenti con se stessi e mostrarsi per ciò che si è e per i processi realizzati

non solo sport!

“Non importa che lavoro facciamo, che passioni abbiamo, il corpo umano è impostato e concepito fisiologicamente e strutturalmente per muoversi. Ricercare la qualità in una cultura del movimento quotidiano è necessaria per proteggere e sostenere l’evoluzione propia e sociale.”

da cosa nasce?

  • Ricerca individuale di Eleonora Aschero. “Il fulcro è il Movimento che attraversol’attività sportiva, artistica e ricreativaper mezzo dell corpo e del respiro crea vibrazioni e abita gli spazi in cui si immerge”. Ha uno sguardo attento allo svolgersi delle azioni biomeccanica . Scopo è trovare la qualità corporea individuale senza sprechi energetici per migliorare la prestazione. “

Nasce dall’interesse di: – migliorare la qualità del movimento nelle prestazioni quotidiane, performative, sportive creative. – rendere comprensibile il gesto senza disperdere le energie. Focalizzando l’attenzione su un allenamento tecnico e funzionale. Un atteggiamento per rendere il corpo consapevolmente attivo nella ricerca di benessere individuale e collettivo.

IL percorso si è evoluto su un piano globale su una vera e propria Pedagogia del Movimento Consapevole!

Il linguaggio del corpo gestisce e sostiene l’atto comunicativo quotidiano, che deve essere efficace e funzionale, per questo dobbiamo nutrire e rendere agile il mezzo che educa e forma globalmente la nostra personalità individuale e sociale.

L’equilibrio dell’attività mentale e motoria conduce ad un senso individuale di benessere. L’insufficenza di qualsiasi atività provoca ripercussioni in tutte le fasce evolutive dell’uomo.

Prendersi cura di sè è Viaggiar….Come Esploratori intraprendiamo un viaggio.

Il tempo delle ferie è sempre un tempo di felicità, di libertà in cui ci sentiamo bene, equilirati e con tanta energia da consumare… E’ un cambiamento di status, è ricerca, è voglia di vedere, conoscere, andare. Spostarsi un po’ più in là, vedere altri panorami non tanto per la bellezza della vista quanto per quell’intimo desiderio di scoprire. Il viaggio è la vita, è il percorso per essere, incontrare.

https://paologiacobbe.zenfolio.com

Questa generosità osmosica permette di nutrirci per ciò che proviamo e sentiamo. Non centra la stagione in cui siamo la ricerca di trasformazione è sempre viva in noi.

L’associazione LabPop s.d. & p.s è interessata al benessere della persona e dei gruppi, uno dei suoi impegni è sviluppare armonia tra il corpo, mente e spirito, la vitalità fisica. Non si tratta per forza di sport ma di attività di interesse dove al centro pulsa l’attenzione globale della disciplina scelta e del suo funzionamento che ci permette di guardare oltre e raggiungere fini al di sopra della superficialità.

Il progetto di cultura movimento nasce dall’ascolto dei bisogni di condividere un linguaggio trasparente e culturalmente accettato in cui lo sport,l’arte, il quotidiano siano espressioni naturali della nostra essenza a disposizione della crescita umanitaria e collettiva della popolazione. La trasparenza e saper comunicare deve essere un diritto e una capacità da condividere.

Consapevoli di Ricercare

Si sà, l’addolescenza può essere veramente tremenda! Siamo negli anni ’90, in una cittadina di riviera che tanto è viva e stimolante nei mesi vacanzieri quanto è dura per il resto dell’anno, sprovvista com’è di stimoli. Così assopita da far sprofondare nel vortice dell’apatia e della passività anche una ragazzina desiderosa di un futuro colorato e colmo di impetuoso calore.

Per un po’ c’è stata la danza classica ma a quel percepivodistante da me, troppo rigida ed inquadrata. La tecnica non poteva mai essere messa in discussione non erano ammesse variazioni o improvvisazioni e listintività era mal vista. Mi sentivo un pesce affogare!! Così attendevo che i giullari maghi apparissero in paese per addestrarmi al duro lavoro ed a nuova vita da nomade ma si presentarono molto tempo dopo!

Tutto remava contro, inseguivo un sogno che correva troppo veloce e non lo intravedevo mai nel mio orizzonte. Fortunatamente tutte le fasi hanno un inizio e una fine, sono circolari e anche i momenti di stallo, che possiamo chiamare noia – blocchi, sono matrice di un concreto interesse…

Furono proprio queste limitazioni a favorire quello che oggi è il mio lavoro, la mia passione : il movimento corporeo, l’espressione del gesto naturale e veritiero che rispecchia il nostro essere applicato all’espressione creativa, all’ascolto e funzionalità nell’azione quotidiana.

http://www.artixtutti.it/cultura-movimento/

Perché hai scelto il movimento come strumento di espressione??

Il corpo ha il potere straordinario di riflettere tutte le emozioni e gli stati d’animo che proviamo costantemente e può essere mappa del nostro comportamento e della nostra trasformazione sociale. Ciò che mi affascina è il suo continuo mutamento. Amo il movimento in qualsiasi sua veste: nel quotidiano, in campo artistico, in ambito scientifico. Credo che lo spazio che ci circonda sia determinato dai movimenti con cui lo esploriamo: mi muovo, quindi esisto. Come conduttrice mi affascina vedere come cambia una persona quando raggiunge la piena consapevolezza nel movimento, accompagnarla nel percorso di riconoscimento e liberazione creativa. . Il corpo ha il potere straordinario di riflettere ogni emozione, può essere mappa del nostro comportamento e della nostra trasformazione: osservare tutto ciò mi emoziona sempre.

Cosa avviene praticamente nei tuoi laboratori?

Le proposte variano dalle discipline di benessere psicofisico alla danza, all’uso della voce e al teatro. L’obiettivo comune è esprimere se stessi con naturalezza e autenticità, accettando i propri limiti, cercando di valorizzare globalmente il gesto verso una funzionalità qualitativa. Si possono affrontare esercizi di scomposizione corporea legati al respiro e al riassetto posturale: l’esperienza della tensione e rilascio motorio è al centro dello studio. Questi esercizi possono sembrare infinitamente lenti e ripetitivi ma dopo averli praticati si può realizzare tangibilmente quanto la nostra persona si sia rafforzata a livello fisico e comportamentale. Questo cambiamento è riflesso nelle interazioni con gli altri, nel portamento e nel modo di affrontare situazioni.

Di che cosa si trattra, cosa avviene nelle attività?

Il corpo è un compagno quotidiano e per essere strumento creativo e di sviluppo deve esse attivo all’ascolto consapevole nelle sue svariate applicazioni. Per questo le proposte variano dalle discipline motorie di benessere psicofisico, alla danza, discipline sportive tecniche, all’uso della voce e al teatro.

L’obiettivo in qualsiasi situazione è: esprimere se stessi e ciò che ci circonda con naturalezza e autenticità, accettando e coltivando I propri limiti, cercando di valorizzare globalmente il gesto verso una funzionalità qualitativa.

Il percorso è delicato ed impegnativo, richiede una alto livello di attenzione, disponibilità a farsi condurre e abbandonare i propri schemi legati al sistema motorio per accogliere l’osservazione sensoriale. L’invito è quello di variare il punto di osservazione per recepire ciò che avviene accettandolo per poi integrarlo e applicarlo alle svariate discipline e possibilità quotidiane e al campo sportivo.

Lo studio, l’osservazione dei meccanismi corporei e la pratica svolta, dal 2006 al 2009 all’Atelier di teatro fisico Philip Radice (http://www.teatrofisico.com/), mi ha permesso di fare esperienza e comprendere il “potere del gesto e della sua espressione”. Il modo con cui portiamo un gesto può variare di significato: tensione, durata, ampiezza. Tutto c è un mix di decisioni conscie e inconscie determinate dai soggetti che lo accompagnano.

Movimento Culturale e Cultura Movimento

La creatività è contagiosa. Trasmettila. (Albert Einstein)

un viaggio verso il cambiamento attraverso l’organizzazione, la visualizzazione, l’empatia alla pratica di valori condivisi nel sistema corporeo. É una proposta di aggregazione, all’incontro di individui sensibili alle tematiche del corpo come strumento capace di creare integrazione, sviluppare capacità comunicative, espressive, utili ad affrontare la vita e a contribuire, con la propria personalità, a costruire una società civile migliore.

Un vocabolario comune nella sua forma più naturale che sviluppa azioni dal basso per un sistema culturale genuino e per la comprensione empatica come scambio nutriente. Obiettivo è la tutela, la promozione e l’abitudine alla “buona pratica” del gesto quotidiano, sportivo, artistico consapevole e nel valore umano.

Il corpo come condizione, incontro e salvezza

Il momento storico-culturale/storico e culturale in cui viviamo chiede, anzi urla, di dedicare attenzione e prendersi cura dello stile di vita extra quotidiano come rifugio dalla frenesia, dalla competizione della vita che irrompe e inonda di solitudine nella vana rincorsa di una non identificata salvezza, di un traguardo o convenzione sociale che crea un senso di oppressione e spesso fa vivere in apnea.

A mio parere è tempo di tornare in Con-Tatto con l’intima percezione dei valori, al centro di interrogazioni individuali e collettivi il senso di umanità . Lontani dall’atto di magia pratichiamo attivamente l’ascolto, il silenzio, il movimento; elaboriamo e creiamo possibilità di interazione, di comunicazione, il cui senso comune è l’evolversi insieme consapevoli delle proprie potenzialità a favore di un unico habitat.

Visitiamo il naturale trasporto del nostro respiro, abituiamoci ad ascoltare le sensazioni che, ogni giorno, pervadono e risuonano nella nostra composizione, senza troppa rabbia, né cambi di direzione ma accettando ciò che siamo! Da lì il percorso nasce per creare una cultura dedita all’ascolto, alla presenza; senza imporre la propria persona, la propria idea ma portandola nello spazio, ricca di argomentazioni alla portata di tutti. Come già scrissero in passato è un elogio alla lentezza: “una nuova forma di resistenza in un mondo dove tutto è troppo veloce. E dove il potere più grande è quello di decidere che cosa fare del proprio tempo» dice Sepùlveda.

Amando me stessa, osservo e faccio esperienze di quanto sia importante conoscere lo strumento essenziale per il mio benessere psico-fisico che mi permette di essere serena e leggera nell’affrontare il divenire quotidiano. E’ un mezzo profondo e tecnicamente complesso, sinergico con tutto la composizione globale dell’esistenza che ci spinge a vivere. Possiamo pensare all’immagine e al significato del Nodo Borromeo ideato da Jacques Lacan.

Il mezzo a nostro favore è il corpo: veicolo di verità, sincerità, atto espressivo attraverso le sue meticolose inclusioni emotive, cognitive, neuronali e relazionali.

Sono affascinata dallo studio dell’anatomia, della biomeccanica e dal sistema nervoso, curiosa dell’automatizzazione del movimento, la disponibilità ad eseguire un movimento specifico e della consegna di informazioni trale sinapsi. Spesso, assorta completamente nel mio microcosmo, mi interrogo su chi ha più rilevanza nell’educazione motoria e nella preparazione performativa.

Quindi trovo importante soprattutto promuovere e far praticare metodi come l’allenamento ideomotorio (l’uso delle immagini mentali), la teoria simulativa, l’anatomia esperienziale; il divertimento, la lentezza, la pratica e la ripetizione permettono il miglioramento e l’attivazione somatica facilità la percezione e identificazioni delle parti in azione.

A seconda dell’enfasi degli stimoli provenienti dall’ambiente circostante i neuroni modificano la propria struttura, le comunicazioni con gli altri e di conseguenza modificano i circuiti neuronali. Si possono, però, solo modificare schemi di movimento già acquisiti in precedenza e gli adattamenti permanenti non sono sempre soggetti alla variabilità della dinamica ritmica, quindi non è garantito un meccanismo di adattamento autonomo anche se entrati in contatto con la qualità più raffinata e funzionale possibile.

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Visualizzare: dipingere un quadro

Quando penso al corpo portatore di verità mi concedo di osservare con gli occhi e l’istinto di bambina. Giocosa eploratrice di un contesto stimolante e creativo come le associazioni mentali mi immergo nell’ascolto globale del mio'”essere” presente: attraverso i suoni, le distanze, la profondità, la memoria del tocco, gli odori, le immagini che si presentano nel mio immaginario posso comporre un quadro e visualizzare il contenuto in ogni suo dettaglio.

A titolo di esempio: se osservo un uomo, cosa vedo? uno spazio occupato, una sagoma con una sua postura, posizioni che si modificano in base a situazioni e stati d’animo, la massa corporea mostra la tonicità, vitalità del corpo presente, ogni sua parte prende una direzione. Perdendomi in scia osservo un moto, difatti lo identifico come atto respiratorio e che risponde in tutto il corpo, vedo nella massa un luogo di attivazione inspiratoria e di propagazione espiratoria all’interno ed esterno da essa.

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La respirazione: una luce calda che schiarisce

Il respiro è volontariamente diretto nella varie parti del corpo, giocando come se fosse una palla energetica fluttuante: nel corpo esploro le direzioni che può intraprendere, i luoghi profondi da scovare come una luce che accende spazi addormentati, tutto cadenzato dall’atto inspiratorio ed espiratorio. una specie di geyser che esplode in una direzione per poi si espande ovunque e sciogliere con il suo tepore e calore tutti i nodi e le contratture. Oltre a questo mi diverte associarlo ad un uovo all’occhio di bue quando va a contatto con la padella bollente o al dole ed i suoi raggi espansivi.

L’atto respiratorio mi permette di partecipare all’attivazione muscolare profonda, di percepirne ed identificarne l’elasticità e la tenuta. I punti di luce che visualizzo formando intersezioni, ripartizioni a ritmo e mi consigliano ciò che sta avvenendo e come posso proseguire nel percorso. Tuttavia visualizzando somaticamente attraverso tutti i sensi e percepisco il trascorrere evolutivo presente.

La lentezza: conto e son desto

Già citato sopra L’elogio alla lentezza come strumeto per osservare la superficie interna ed esterna che si organizza fluida per un Corpo abitato, vigile, fluttuante e armonico. La stabilizzazione del corpo è un atto migliorativo. che permette di avere delle fondamenta stabili e stare in un movimento a “ciclo ritmico”. Nel solfeggio indiano vi è un continuo tornare al punto di partenza ne risulta quindi costruito in senso spaziale più che temporale. E’ il luogo dove il ritmo si sviluppa, come una tela per un pittore o lo spazio per il danzatore. Scomponiamo e siam consci dei tantissimi micro movimenti che azioniamo; è come il gioco dei lego, la possibilità di ascoltare tutto ciò che avvieneper creare la figura, il gesto: il cambio di peso, la direzionalità, rotazione, allungamento, riempimento, andare oltre al finito,l’attivazione muscolare, il passaggio da un luogo ed un altro interno al nostro corpo.

Non ringrazierò mai abbastanza questo studio profondo e affascinante, ricco di spunti e creatività che nasce e stimola la mia curiosità dall’arte teatrale J. Lecq e dal mimo espressivo di E. Decreux

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Hello world!

Eleonora Aschero – NORA ЭllЄ- Performer e Movement Coach:

Conduttrice di pratiche sull’ascolto e espressione corporea per il teatro, la danza e il benessere psico- fisico.

L’interesse alla Pedagogia del Movimento inizia dopo il percorso di formazione all’accademia di Teatro Fisico Philip Radice di Torino, scomposizione e isolamento, il movimento biomeccanico mi ha sempre appassionata, la mia specialità di espressione era il mmimo e la danza. Un corso da operatore di teatro sociale e di comunità durante il corso di laurea da Educatrice Sanitaria di To mi ha mostrato la forza intrinseca delle arti creative per il benessere socio-educativo.

In quel tempo non avevo ancora chiaro in quale ambito si rivolgesse i miei servigi pedagogici. Oggi con più esperienza e formazione continua, la passione per il movimento, per la dualità mente e corpo, si rafforza e si radica vs un interesse proprio educativo nella forza creativa e comunicativa del gesto. 

Mi preme condurre dei laboratori di attività interdisciplinare per il benessere psicofisico, riabilitativo e performativo.Il movimento si ReaLizZa attraverso l’integrazione dei sistemi senso motori, cognitivo e affettivo-emozionale è l’interdisciplinarietà come carta di apertura e di multi possibilità per un corpo organico, mosso da flussi costanti dettati dal respiro e dalla scelta funzionale ed economica necessaria.

Se dovessi pensare a quale parte del corpo mi affascina, mi sorprende ed emoziona nella sua interezza potrei istintivamente dire il  bacino e tutto ciò che abbraccia. Infatti, ancor oggi  ho intrapreso lo studio sul perineo, muscolatura che appartiene al cingolo pelvico, costuito da diverse strutture biomeccaniche: ossa del bacino, muscoli, legamenti.

Questi elementi cooperano insieme per assicurare stabilità al corpo, insieme alle strutture muscolo scheletriche del tronco, come la colonna vertebrale come possono non incantarci?!